I Comuni mettono un freno alla costruzione

Se il settore pubblico accelerasse i lavori per i progetti di costruzione, al contempo ammortizzerebbe la recessione e sosterrebbe l'economia. Purtroppo, ci sono dei committenti pubblici che non si attengono a questo. Talvolta le lotte di potere tra gli esecutivi comunali e i partiti ne sono la causa. 

Lo scorso autunno, in risposta a un'interpellanza della consigliera nazionale Daniela Schneeberger (PLR), il Consiglio federale ha confermato di sostenere il piano in cinque punti della SSIC e di Infra Suisse. Il fatto che due imprese parastatali - le FFS e il Politecnico di Zurigo - abbiano ora annunciato la sospensione dei progetti di costruzione del valore di milioni è irritante. La SSIC ha reagito a questo fatto e ha inviato una lettera ai consiglieri federali Guy Parmelin e Ueli Maurer. L’intero settore delle costruzioni, insieme alla sua organizzazione ombrello costruzionesvizzera, ha imboccato questa strada e si esprime senza mezzi termini. Anche la Commissione dei Trasporti e delle Telecomunicazioni del Consiglio degli Stati si è attivata. Potete leggere qui il loro contributo

Non solo non è stata avviata la costruzione di grandi progetti, come previsto. Anche a livello comunale, il motore della costruzione si è parzialmente fermato. Secondo Gerhard Meyer, direttore della Società degli Impresari-Costruttori di Zurigo-Sciaffusa, alla fine del 2020 gli appalti pubblici nel Cantone di Zurigo sono diminuiti del 36%. Sempre alla fine del 2020, il numero delle gare d’appalto in molti luoghi è ancora parecchio al di sotto del livello dell'anno precedente, e il calo è particolarmente forte nel settore delle infrastrutture e del genio civile della città di Zurigo. Alain Hüppi, delegato del consiglio di amministrazione della Hüppi AG, che dirige operativamente l'azienda, spiega cosa significa: «Il settore è entrato in un panico esistenziale e ha iniziato a lottare per ogni mandato, non importa quanto piccolo fosse, come se dopo si smettesse di costruire. Il calo delle offerte e la relativa lotta hanno fatto crollare i prezzi delle offerte».

La politica frena le autorità 

C'è da temere che questa tendenza possa continuare nel Cantone di Zurigo, ma anche in altri Cantoni. Una delle ragioni per questo è il disaccordo sulle finanze comunali. L'autunno scorso si è osservato che in molti Comuni gli elettori non si fidavano degli esecutivi del loro Comune, bocciando il preventivo. In ben 15 Comuni del sopracitato Cantone di Zurigo l’ingresso nel 2021 è avvenuto con un preventivo d'emergenza. A titolo di confronto, in passato questo succedeva in circa 4 Comuni per anno. A Oberweningen il 31 gennaio 2021 il preventivo è stato respinto alle urne, mentre a Winterthur è stato accettato. Katrin Bernath, consigliera comunale della città di Sciaffusa, spiega: «A causa del referendum sul preventivo, le spese messe a preventivo 2021 non hanno potuto essere di nuovo approvate». A Sciaffusa, l’UDC aveva chiesto una riduzione del tasso d’imposta dell'1% e ha lanciato un referendum contro il preventivo. La votazione ha avuto luogo il 7 febbraio 2021, e gli elettori della città di Sciaffusa hanno approvato il «Preventivo 2021 della città di Sciaffusa» con il 55,9% dei voti. Il sì significa che la città disporrà di nuovo di un preventivo dal 23 febbraio 2021.

Il fatto che così tanti preventivi comunali siano stati respinti dimostra che numerosi partiti stanno attualmente tenendo d’occhio in maniera critica le finanze comunali - oppure che stanno sfruttando la situazione del coronavirus per lotte di potere. Questo potrebbe portare i Comuni a non portare in Assemblea comunale i progetti di costruzione per la votazione perché temono che potrebbero esserci delle opposizioni. Se continueranno a non esserci le riunioni delle Assemblee comunali neppure in primavera, questo potrebbe ostacolare ulteriormente i progetti di costruzione a livello di Comuni. In primo luogo, perché durante la riunione dell’Assemblea comunale può aver luogo una discussione, fatto che porta a un’accettazione maggiore, e in secondo luogo, perché in alcuni Comuni è previsto nel regolamento comunale che i progetti di costruzione non possono essere decisi alle urne.

Ne consegue il lavoro ridotto 

Hüppi spiega che avrebbe dovuto iniziare a realizzare tre progetti di costruzione a Sciaffusa, all'inizio di febbraio. La loro esecuzione è stata rinviata per motivi di preventivo. «Alla fine, sono sempre i più deboli a esserne colpiti, in questo caso i nostri dipendenti. Essi vogliono lavorare, ma non possono. In questo modo, le vacanze non pianificate vengono scalate entro i limiti consentiti prima di dover ricorrere al lavoro a orario ridotto. Con il lavoro ridotto, il reddito scende all'80%. Per quanto riguarda l’impresa, abbiamo annunciato il lavoro ridotto per quattro delle nostre sei filiali in via cautelare. Siamo preparati, ma fortunatamente non mi aspetto che alla fine dovremo ricorrere in maniera massiccia al lavoro ridotto».

L’USTRA se la prende comoda 

Hüppi è anche critico nei confronti dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) della Regione di San Gallo. «Lo stato dovrebbe agire in modo anticiclico, in queste situazioni di crisi, e avviare i progetti di investimento già approvati il più rapidamente possibile. Ma le cose stanno andando esattamente al contrario: i progetti che sono stati messi in gara la scorsa estate con un inizio di costruzione previsto per marzo 2021 non sono ancora stati assegnati. Ma l'aggiudicazione di questi lavori, così come i grossi lavori di ristrutturazione nei prossimi anni, sono di importanza vitale per il mercato locale». Hüppi ritiene: «Poiché molte persone al momento stanno lavorando da casa, varie strade sono quasi vuote e questo è il momento ideale per portare avanti rapidamente i progetti di costruzione».

Agire dando il buon esempio  

Lo stesso Hüppi sta dando il buon esempio investendo 1,5 milioni nella ristrutturazione della sede dell’impresa. L’essere umano non è né un animale che panica né un animale di branco. Di conseguenza, non dovremmo cadere in uno stato di shock perché alcuni settori sono colpiti molto duramente. Abbiamo pianificato l'investimento, abbiamo sempre potuto lavorare, quindi per noi a quei tempi non c'era motivo di non investire questi soldi. Il nostro investimento fornisce lavoro ad alcune imprese della zona di Winterthur. Le aziende e i dipendenti possono pagare le tasse e queste a loro volta possono essere investite nella manutenzione delle nostre infrastrutture. Anche noi beneficiamo di questa interazione. L'obiettivo di tutti noi deve essere quello di rimanere ora uniti con una volontà incondizionata di fare tutto il possibile per evitare ulteriori danni che si ripercuoterebbero in futuro». Il suo desiderio è questo: «Dobbiamo essere preparati meglio per il prossimo autunno/inverno. Fino ad allora, si tratta di rimboccarsi le maniche. Non ci devono più essere ritardi a causa del telelavoro e ritardi nell’avvio di progetti di investimento già approvati. Nell'attuale contesto di tassi negativi, investire in progetti infrastrutturali e avviare rapidamente progetti già pianificati è il modo migliore per aiutare l'economia in difficoltà».

 

Circa l'autore

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Susanna Vanek

redattrice «Giornale Svizzero degli Impresari-Costruttori»

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