La SSIC scrive ai Consiglieri federali Guy Parmelin e Ueli Maurer

Il settore dell’edilizia può sostenere l’intera economia svizzera, ma questo richiede prima di tutto che i committenti pubblici non sospendano i progetti di costruzione già pianificati. Con il suo piano in cinque punti, la SSIC chiede alle autorità a livello nazionale, cantonale e comunale di non frenare ora i progetti di costruzione. Con una lettera congiunta ai Consiglieri federali Maurer e Parmelin, la richieta è sostenuta anche da costruzionesvizzera.

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori e Infra Suisse hanno lanciato un piano in cinque punti in risposta alla recessione causata dal coronavirus che chiede alle autorità di accelerare la pianificazione, l’approvazione e la realizzazione dei progetti di costruzione. In questo modo, l’economia può essere sostenuta interamente senza sussidi. Il settore pubblico non deve sostenere alcuna spesa aggiuntiva, perché in molti casi i crediti per i progetti sono già stati approvati e il denaro è quindi disponibile. Ci sono rappresentanti del settore pubblico che stanno attuando molto bene il piano in cinque punti. «Poco dopo lo scoppio della pandemia, abbiamo chiesto e ottenuto dal governo un prestito Covid separato per anticipare i lavori di manutenzione che è stato completamente utilizzato entro la fine del 2020», dice Mario Läubli, capo servizio cantonale delle costruzioni e responsabile dell’Ufficio edile del Cantone di Sciaffusa. Il 9 settembre 2020, la consigliera nazionale Daniela Schneeberger ha presentato l’interpellanza «Tutelare i posti di lavoro, attenuare gli effetti della recessione ed evitare ulteriori debiti», facendo esplicito riferimento al piano in cinque punti. Nella sua risposta, il Consiglio federale ha espresso il suo sostegno alla campagna della SSIC.

Esempi negativi

Tuttavia, ci sono stati anche esempi negativi. All’inizio dell’anno, per esempio, le Ferrovie federali svizzere (FFS) e il Politecnico federale di Zurigo (ETH) hanno annunciato la sospensione di grandi progetti di costruzione. L’ETH di Zurigo rinuncia all’ampliamento e al risanamento completo dell’edificio della mensa e multiuso, compresa la Polyterrasse (vedi foto). E questo nonostante il fatto che il progetto sia stato menzionato dal Consiglio federale nella risposta all’interpellanza Schneeberger come supporto positivo da parte del Consiglio federale. Le FFS sospendono diversi grandi progetti di costruzione in tutta la Svizzera.

La SSIC e costruzionesvizzera intervengono presso il Consiglio federale 

La SSIC ha reagito e ha scritto una lettera ai Consiglieri federali Guy Parmelin e Ueli Maurer. L’intero settore edile, insieme alla sua associazione mantello costruzionesvizzera, è saltato su questo carro e parla chiaramente. «Invitiamo in particolare il settore pubblico, in veste di committente, a non elaborare programmi di austerità, ma ad andare avanti con le pianificazioni e le attuazioni. I committenti statali devono fare da guida come esempi positivi.» E continuano: Saremmo lieti se lei, in qualità di ministro dell’economia e delle finanze svizzero, si impegnasse a garantire che i progetti pianificati siano realizzati come previsto, dando così al settore edile la possibilità di continuare a fungere da pilastro dell’economia e infondendo così anche alle PMI svizzere coraggio e speranza. Il settore edile adesso ha bisogno di risposte. La Confederazione sostiene ancora la campagna del piano in cinque punti o deve prepararsi a una marcia indietro da parte dei committenti del settore pubblico? Adesso, nel primo trimestre dell’anno, nelle imprese di costruzione si stanno gettando le basi per l’anno di costruzione 2021, soprattutto per quanto riguarda la pianificazione del personale.

Leggete qui cosa significa un ritiro inaspettato dei progetti di costruzione per un’impresa edile e i suoi dipendenti.

La Commissione del Consiglio degli Stati reagisce 

Anche la Commissione dei Trasporti e delle Telecomunicazioni del Consiglio degli Stati ha reagito. Anch’essa si è occupata dei progetti di costruzione sospesi delle FFS. In un comunicato scrive: «La Commissione è stata informata dal CEO della sospensione dei progetti immobiliari delle FFS comunicata il 26 gennaio 2021. Questa sospensione era necessaria per rispettare il tetto d’indebitamento richiesto dal proprietario. La Commissione si rammarica di questa decisione che avrà conseguenze negative a medio e lungo termine sia per le FFS che per l’economia nazionale e che, soprattutto nell’attuale momento congiunturale difficile, è in contrasto con gli altri interventi statali. Ha deciso all’unanimità di inviare una lettera ai Dipartimenti responsabili, il DATEC e il DFF, chiedendo loro di riconsiderare questa decisione e di indicare la tabella di marcia per riprendere i progetti sospesi».

La SSIC continuerà la sua campagna con il piano in cinque punti e si batterà per garantire che i committenti pubblici non rallentino il settore dell’edilizia.

 

 

Circa l'autore

pic

Susanna Vanek

redattrice «Giornale Svizzero degli Impresari-Costruttori»

[email protected]

Condividi questo articolo